Il premier a Vilnius
Per la verifica parlamentare Letta dà appuntamento a dopo le primarie
Aspetterà le primarie del Pd del prossimo 8 dicembre, il Presidente del consiglio, Enrico Letta, per poi “subito dopo andare in Parlamento a chiedere il voto di fiducia”. E’ quanto dichiarato dallo stesso premier a Vilnius in occasione del summit del partenariato dell’est. Ad accelerare i tempi della fiducia sono state le dimissioni dei sottosegretari e dei viceministri di Forza Italia, dimissioni che “stanno arrivando con il contagocce, non c’è una valanga” – ha tenuto a precisare Letta – “appena tornerò in ufficio guarderò la casella di posta e vedrò se sono arrivate altre dimissioni. Rispetto a questo vedrò il da farsi”. Leggi anche Napolitano: "E' necessaria una riforma della struttura dello stato" - Merlo Così Forza Italia prepara la campagna dei cento giorni per il governicidio - L'editoriale Il paradosso del Cav. Zagrebelsky - Brunetta Le elezioni del febbraio scorso sono nelle mani della Suprema Corte - Leggi anche Ruby bis, per i giudici di Milano "Berlusconi va indagato per corruzione in atti giudiziari"
23 AGO 20

Aspetterà le primarie del Pd del prossimo 8 dicembre, il Presidente del consiglio, Enrico Letta, per poi “subito dopo andare in Parlamento a chiedere il voto di fiducia”. E’ quanto dichiarato dallo stesso premier a Vilnius in occasione del summit del partenariato dell’est.
Ad accelerare i tempi della fiducia sono state le dimissioni dei sottosegretari e dei viceministri di Forza Italia, dimissioni che “stanno arrivando con il contagocce, non c’è una valanga” – ha tenuto a precisare Letta – “appena tornerò in ufficio guarderò la casella di posta e vedrò se sono arrivate altre dimissioni. Rispetto a questo vedrò il da farsi”.
Per quanto delicata la questione sulla fiducia possa essere, Letta ha sottolineato che “valuteremo insieme al capo dello stato il percorso che sono certo consentirà un chiarimento tra le forze politiche, dove ognuno si assumerà le proprie responsabilità”. Superato quest’ostacolo “la nuova fiducia che il Governo chiederà al Parlamento ci consentirà di passare da un 2013” in cui si sono ottenuti buoni risultati “pur giocando in difesa a un 2014 in cui siamo in grado di giocare all’attacco”.
L’appuntamento cruciale per la nuova maggioranza sarà quello con le riforme, “un capitolo su cui spingeremo molto”, ha insistito Letta, ma “cambiare la Costituzione è cosa molto complessa per le rigidità del sistema” e occorrono “tempi e maggioranze molto larghe”. Il solco su cui continuare a muoversi, ha concluso Letta, resta quello della legge di stabilità.
Ad accelerare i tempi della fiducia sono state le dimissioni dei sottosegretari e dei viceministri di Forza Italia, dimissioni che “stanno arrivando con il contagocce, non c’è una valanga” – ha tenuto a precisare Letta – “appena tornerò in ufficio guarderò la casella di posta e vedrò se sono arrivate altre dimissioni. Rispetto a questo vedrò il da farsi”.
Per quanto delicata la questione sulla fiducia possa essere, Letta ha sottolineato che “valuteremo insieme al capo dello stato il percorso che sono certo consentirà un chiarimento tra le forze politiche, dove ognuno si assumerà le proprie responsabilità”. Superato quest’ostacolo “la nuova fiducia che il Governo chiederà al Parlamento ci consentirà di passare da un 2013” in cui si sono ottenuti buoni risultati “pur giocando in difesa a un 2014 in cui siamo in grado di giocare all’attacco”.
L’appuntamento cruciale per la nuova maggioranza sarà quello con le riforme, “un capitolo su cui spingeremo molto”, ha insistito Letta, ma “cambiare la Costituzione è cosa molto complessa per le rigidità del sistema” e occorrono “tempi e maggioranze molto larghe”. Il solco su cui continuare a muoversi, ha concluso Letta, resta quello della legge di stabilità.
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